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La Poljot, dagli anni '70 ad ogggi

Orologi > Orologi russi > Poljot ( Полет ) > La storia della Poljot

1970 - 2004. La parabola Poljot

Continuiamo la lettura dell'articolo tratto dal “journal watch business”, scritto da Olga Kuznetsova ed adattato dal sottoscritto; la First Moscow Watch Factory è al culmine del suo sviluppo ed avvia la produzione del Poljot 3133, quello che sarà il movimento più noto della sua produzione.
Nel 1972 la Poljot aumentò la produzione di orologi da polso meccanici, fino quota 2,7 milioni.
Fino al 70% dei prodotti della fabbrica furono acquistati da imprese straniere.
L’azienda decise di sviluppare e produrre una nuova gamma di meccanismi di orologi, che soddisfacessero i requisiti degli acquirenti stranieri esigenti e fosse adatta ad essere prodotta con processi tecnologici automatizzati.
Di conseguenza,  nuovi meccanismi del calibro 26  apparvero nel 1972  e furono contrassegnati da una lettera aggiuntiva "H": 2609H, 2614H, 2616H, ecc.
Lo sviluppo fu tutto interno all’azienda, ponendo particolare attenzione all’affidabilità, alla producibilità e manutenibilità dei meccanismi.

Nasce il Poljot cal. 3133
Nel 1976, la Poljot iniziò la produzione di un nuovo meccanismo meccanico cronografico per orologio da polso; il modello cal. 3133.
Negli anni '70, la supremazia commerciale della tradizionale industria orologiaia svizzera, sui mercati occidentali era messa a rischio dall'ingresso dell'industria giapponese, capace di offrire orologi meccanici di ottima qualità, ma sopratutto orologi da polso con movimento al quarzo, più precisi dei movimenti meccanici e più economici da produrre e da manutenere.
L'industria svizzera faticò a tener testa alle nuove condizioni del mercato e la Valjoux si trovò in difficoltà economica, anche a seguito dei costi di sviluppo del Valjoux 7750, movimento meccanico, a carica automatica, con funzioni di cronografo.
In quegli anni, l'industria orologiera sovietica era alla ricerca di un sostituto del Poljot 3017, che fosse più economico da produrre e meno delicato.
Tramite la Poljot, venne acquisita dalla Valjoux la linea di produzione del Valjoux 7734, movimento cronografico a carica manuale, 17 rubini; tale movimento fu modificato dai tecnici russi e prodotto con il nome di Poljot 3133 (23 rubini)
Per l’ingegnerizzazione di questo movimento, al team di progettisti del 1 ° MCHZ fu assegnato il Premio di Stato.
Inizialmente, l'orologio fu destinato agli ufficiali della Marina e fu chiamato "Okean" .
Più tardi, una modifica fu fatta per il personale delle forze aeree denominate; tale modello venne chiamato "Shturmanskie"  (anche scritto Sthurmanskie).
La versione di Sturmanskie più famosa, molto probabilmente davvero destinata al personale militare, è il modello mosso da un evoluzione del Poljot 3133, il cal. 31659, che ha la funzione di fermo macchina, oltre che la cassa in acciaio.
Tutti questi modelli furono prodotti in quantità limitate con personale militare.
Nel 1983, orologi con il meccanismo 3133 furono resi disponibili per il mercato civile; sotto, vediamo il catalogo Poljot del 1983.

A lato il cronografo Poljot in cassa Sturmanskie, indossato nel 1977 da Viktor Vasilyevich Gorbatko sulla Soyuz 24, dal 7 al 25 febgraio del 1977
Il "Poljot" 3133 andò nello spazio con astronauti della Russia, Francia, Germania, Ucraina e insieme a V. V. Polyakov questo cronografo stabilì un record di durata di permanenza spaziale.

Fine anni '70. E' prodotto il primo calibro al quarzo

Alla fine degli anni '70 - primi anni '80 l'impianto produsse il primo movimento meccanico con oscillatore al quarzo, il calibro 30, e più tardi i calibri 24 e 16.
I meccanismi di orologi al quarzo furono esportati principalmente verso i paesi del sud-est asiatico: Hong Kong e Singapore.
In alcuni anni, le esportazioni furono pari a 3-4 milioni di pezzi all'anno.


Finisce il regime sovietico, la Poljot entra nel libero mercato

Il 26 dicembre del 1991, cessò ufficialmente di esistere l'Unione Sovietica, a sigillo per l'intero sistema ex-sovietico, della fine dell'era comunista, dove unico ed incontrastato era il ruolo economico dello Stato, unico proprietario di ogni attività economica.
Le precedenti riforme attuate da Michail Gorbačëv, avevano permesso alle industrie, tra cui alla Poljot, di commerciare con più autonomia all'estero, stringendo numerosi accordi commerciali, ma la caduta dell'Unione Sovietica, portò alla cessazione di ogni sostegno economico statale.
La Poljot, trasformata in società per azioni, continuò il proprio sviluppo cercando di entrare nei mercati mondiali, elaborando nuove versioni del movimento Poljot 3133.
Gli anni '90 furono gli anni:
  • delle "produzioni terziste" (orologi assemblati da terzi, con componenti Poljot), molti dei quali appannarono la reputazione della Poljot
  • degli accordi con numerosi importatori
  • di nuove produzioni,  la cui migliore testimonianza è nel  catalogo poljot del 2002.
Al decennio 1992-2002, appartiene la maggioranza dei cronografi prodotti, tutti, a partire dal nuovo millennio, con vetro minerale e cassa in acciaio.
Nonostante la qualità raggiunta dai propri modelli, la Poljot non riuscì a superare difficoltà finanziarie, comuni a molte altre industrie russe del tempo; stiamo parlando dell'ultimo periodo di governo di Boris Eltsin, con una generale difficoltà di tutto il sistema economico russo.
Nel 2000, la produzione era di circa 250 mila, tra orologi e movimenti, esclusivamente meccanici.
A seguito di problemi finanziari, le attività, come industria di orologi, cessarono il 31 maggio del 2005, con la dichiarazione di bancarotta.

Non è ben chiaro, al momento chi detenga i diritti del marchio, ma pare siano detenuti dallo Stato russo

Segue: Il Poljot 3133,  il movimento standard dei cronografi da polso russi e sovietici

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