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La particolarità dell'industria sovietica

Orologi > Orologi russi > Considerazioni storiche

Il mondo dell'orologeria sovietica è andata incontro, conseguentemente al crollo dell'Unione Sovietica (nel 1991) ad una profonda trasformazione nella propria struttura industriale; conoscerne la storia, è utile per capire l'evoluzione nel tempo degli orologi russi / sovietici ed i legami con la società contemporanea che li partorì e di cui erano e sono il riflesso.
In questa pagina, andiamo a vedere la particolarità dell'industria sovietica degli orologi.

Differenze tra сделано в CCCP e сделано в России

Nell'Unione Sovietica, l'economia era strettamente pianificata, centralizzata ed interamente in mano allo Stato; quest'architettura portò ad alcune conseguenze ed enormi differenze rispetto al mondo occidentale.

L'obiettivo dell'industria occidentale: vendere

Nel mondo occidentale (che mi piacere indicare come "nostro"), l'obiettivo di un'industria è di produrre, al fine di vendere e guadagnare; la produzione, è solo un mezzo per raggiungere l'obiettivo finale del utile economico.
Grazie alla vendita dei propri prodotti, l'azienda consegue i mezzi finanziari per mantenere in piedi la propria struttura e fare investimenti, indispensabili in un contesto economico competitivo, in cui bisogna continuamente innovare il prodotto, anticipando o stando al passo con le aziende concorrenti.
Quindi in sintesi, nel mondo occidentale:
  • la produzione è solo il mezzo per conseguire un ricavato economico, che è il vero obiettivo
  • occorre continuamente investire, per far fronte alla concorrenza (più o meno aperta, a seconda del periodo storico, anche nel mondo occidentale)

Questo atteggiamento è ben visibile nell'immagine di sotto, la pagina di una brochure Poljot del 1989, scaricabile da qui.
Siamo nell'imminenza dei festeggiamenti dei 60 anni della Prima Fabbrica di Mosca (la Poljot) e l'azienda rimarca la propria storia e lo sforzo costante di innovazione particolarmente frenetico in quegli anni, ringraziando tutti i propri partner internazionali.

L'obiettivo dell'industria sovietica: produrre

Tutto è diverso, per l'industria sovietica.
Come anticipato in precedenza, l'economia sovietica era:
  • centralizzata e pianificata: per ogni anno, un comitato legato allo Stato stabiliva per ogni azienda gli obiettivi di produzione che dovevano essere conseguiti e le risorse che le dovevano essere assegnate.
  • pubblica: ogni azienda era di proprietà dello Stato. Il fallimento di un'azienda non era possibile, tutt'al più, per esigenze produttive, un'azienda poteva essere convertita, trasferita e gli poteva essere cambiana denominazione

L'obiettivo di un'azienda in epoca sovietica era produrre al fine di conseguire gli obiettivi di produzione fissati dallo Stato.
Il "successo" di un azienda era tutto nei numeri della sua produzione.
Se per definire il benessere della società occidentale, il metro di giudizio era rappresentato dai consumi, in quella sovietica, che non voleva essere da meno, ma al tempo stesso voleva essere diversa, il parametro di giudizio era rappresentata dai quantitativi prodotti.
Limitandoci al settore dei beni di consumo, in un sistema equilibrato, la produzione coincide con la richiesta, ma il sistema sovietico, non era equilibrato, cioè in salute; c'era sovrapproduzione di alcuni beni e scarsità di altri.

I consumatori/cittadini, spesso vedevano negli scaffali abbondanza di alcune merci, che magari in quel momento non gli servivano e scarsità di altre, di cui avevano più urgenza; questi aspetti di vita quotidiana, con le code davanti ai negozi, sono stati anche illustrati nel film "La Casa Russia".

Le caratteristiche dell'industria degli orologi sovietici a fine anni '80

La pianificazione dell'economia, portò a tre conseguenze:
  • il contesto economico sovietico era molto meno competitivo di quanto accadeva nel mondo occidentale
  • l'innovazione avveniva sopratutto su richiesta dello Stato e raramente per iniziativa della singola azienda; innovare costa e se il "sistema" non ti premia, perché farlo?
  • carenze nei controlli di qualità.
  • sovrapproduzione; lo Stato, per motivi di propaganda politica, dimostrava la salute del proprio regime incrementando sempre più i quantitativi che dovevano essere prodotti.
Limitandoci ancora al settore dei beni di consumo, l'industria degli orologi, fu tra quelle che più sfruttarono meglio questa situazione.
Nei decenni, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, utilizzando al meglio le risorse ricevute, riuscirono a dotarsi di una forte capacità produttiva, molto automatizzata e con elevati standard di qualità rispetto ad altri settori industriali sovietici, sempre attinenti ai beni di consumo.
L'industria sovietica degli orologi russi, entrò quindi nel mondo occidentale, con alcuni pregi e difetti.
I pregi:
  • elevata capacità produttiva, molto automatizzata, con elevati standard di qualità in raporto al costo di produzione
I difetti:
  • quelli tipici di una industria appartenente ad un sistema economico molto protezionistico: produzioni non specificatamente legate alle richieste dei consumatori
  • struttura interna sovradimensionata rispetto alle reali possibilità di vendita
  • poco interesse nell'innovazione stilistica dei propri prodotti
Questi elementi, furono le basi, con i loro pregi e difetti, per lo sviluppo durante i successivi anni '90, che vedremo nella successiva pagina.

Sotto, un video degli attuali impianti produttivi della Wostok.


Il perché un confronto tra l'orologeria sovietica e quella russa è insensato

L'orologeria russa, intesa come post-sovietica, può sinteticamente essere definita come ciò che l'orologeria sovietica è diventata, con l'ingresso del proprio paese nel mondo economico occidentale; è il risultato della trasformazione dell'industria sovietica degli orologi.
In quest'ottica, ne conserva le tracce, ma ne è anche differente.
Le similitudini tra le due industrie, sono nelle meccaniche utilizzate; l'attuale industria degli orologi russi, utilizza in massima parte movimenti di propria produzione.
In un mondo orologiaio sempre più globalizzato, l'utilizzo di movimenti in house, di propria progettazione e costruzione, non è poco.
Le differenze sono date dalle diversità del mondo in cui le due industrie hanno operato:
  • all'industria degli orologi sovietici, era sufficiente produrre per sopravvivere, perché era sovvenzionata dallo Stato
  • l'industria degli orologi russi, doveva e deve vendere, per sopravvivere. Non le bastava produrre.
Un confronto tra le due industrie, è quindi insensato, eppure si fa non di rado, per sostenere la superiorità dell'industria sovietica, sulla base dei numeri di produzione, esattamente con i criteri quantitativi di epoca sovietica; criteri che nel mondo occidentale, sono insensati.
Un confronto attraverso due mondi diversi, quello sovietico e quello occidentale, non è sensato; ignorare i legami tra l'industria russa e quello sovietica, per lo scrivente è solo la conseguenza di convinzioni politiche.

L'importanza dei cataloghi, nell'orologeria sovietica

Di tutte questi cambiamenti, si può trovare traccia anche nei cataloghi, che fotografano la produzione delle diverse case, nei diversi anni.
I cataloghi sono importanti perché:

  • permettono di conoscere la coevità (originalità in ogni parte) degli orologi usati che si comprano

  • attestano i cambiamenti nell'offerta degli orologi prodotti; in particolare, dai cataloghi Poljot possiamo vedere come la sua produzione, a partire dal 1990, era sempre più diretta all'esportazione, con lo sviluppo più consono ai canoni occidentali e la nascita di nuovi cronografi, che erano la tipologia preferita nei mercati d'esportazione

  • attestano la produzione di nuove case, come la Volmax

In questo sito, potete già trovare alcuni cataloghi ufficiali Poljot e Boctok; cercherò progressivamente, tempo permettendo, di incrementare i cataloghi presenti, tutti comunque già reperibili nel web attraverso diversi forum.

 
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