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Storia del Seagull ST19

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La storia del Seagull ST19 (1901), con smistamento della cronografia a ruote a colonna

Sea-Gull Watch Group

In Cina esiste un'azienda, la Tianjin Sea-Gull, che produce movimenti per diversi marchi, tra cui i Parnis ed è la prima produttrice di orologi in Cina, la prima al mondo per la produzione di movimenti meccanici automatici ed assembla un quarto della produzione mondiale.

La storia della Seagull merita di essere letta ed i suoi prodotti, pregievoli di essere considerati.
Per un completo tour fotografico del nuovo stabilimento della Seagull andate
qui, da cui sono tratte le foto sottostanti, mentre per un intervista, in inglese, all'attuale general manager, andate qui.

Origine dell'ST19

Fondata nel 1955, la Seagull acquisì nel 1962 dalla svizzera Venus i macchinari per la produzione del Venus 175 (molto simile al Venus 150) e costruisce la famiglia degli ST19, tra cui il "capostipite" ST1901, un movimento quasi identico al Venus 175 e che ne conserva tutti i pregi tecnici, che consistono nello smistamento con movimento a ruote a colonna della parte cronografica, meccanismo più elaborato che, secondo alcuni offre un inserimento dei tasti cronometrici più morbido, rispetto allo smistamento della cronografia a leve.

La decisione della Venus di vendere la linea di produzione del Venus 175, era dovuta alle difficoltà finanziarie dell'azienda, che, come altre maison europee, era in affanno a causa del calo del mercato e necessitava di finanziamenti per lanciare nuovi modelli (il Venus 188).

Negli anni '60 e '70, l'industria orologiera svizzera si trovava infatti in difficoltà (per informazioni, andate qui ad affrontare la concorrenza dei più economici movimenti al quarzo o meccanici giapponesi ed "il movimento a ruote a colonna"  aveva, a quel tempo, il difetto commerciale di avere costi di produzione troppo alti.

Per cercare di restare competitiva, l'industria orologiera svizzera cercò di introdurre nuovi movimenti, anche con l'obiettivo di abbassare i prezzi alla produzione, abbandonando lo smistamento della cronografia (cioè l'azionamento dei tasti del crono) con "movimento a ruote a colonna", in favore di un più economico (con la tecnologia produttiva dell'epoca) smistamento dei tasti "a leve".
Tale schema fu quello adottato dal successore del Venus 175 (da cui l'ST19 è derivato), cioè il Venus 188, ma anche da diversi Landeron o Valjoux.
Analogo cambiamento lo si ebbe, verso la fine degli anni '70, nell'Unione Sovietica, che verso la fine degli anni '70 cessò del tutto la produzione del Poljot 3017, derivato dal Venus 150, a favore del Poljot 3133 (derivato dal Valjoux 7734).

Differenze tra smistamento a ruote a colonna ed a leva (a navette)

L'azionamento della componente cronometrica può avvenire con un "movimento a ruote a colonna" oppure con uno "a leve".
Storicamente, il primo meccanismo viene considerato più di pregio, forse anche perché riferito "all'età dell'oro" degli orologi meccanici, quando ancora non si sentiva la concorrenza dei più economici movimenti giapponesi né di quelli al quarzo.
Ad un certo punto, negli anni '60 e '70, fu introdotto lo smistamento "a leve", che fu adottato anche da prestigiosi e diffusi movimenti, come il Valjoux 7750.
Per capire le differenze tra i due tipi di smistamento, leggete qui.
Sotto, sulla sinistra il particolare della ruota a colonna del Seagull ST19 ed alla destra visto per intero (foto prese dal web).

Il Seagull ST19 oggi

L'opinione generale, generalmente riconosciuto da tutti, salvo qualche eccezione è che lo smistamento della cronografia "a ruote a colonna", sia tecnicamente superiore rispetto a quello "a leve"; il passaggio allo smistamento "a leve" fu dovuto ad un compromesso economico, per abbassare i costi di produzione, resosi necessario dalla crisi dell'orologeria svizzera degli anni '60 e '70.
Con le attuali tecnologie e con i numeri della produzione in serie cinese, la manifattura di un movimento con smistamento "a ruote a colonna" non è più costosa rispetto allo smistamento a camme (leve).
Il risultato, è che è possibile avere lo smistamento a ruote a colonna anche su movimenti "economici", come appunto il Seagull ST19.
Il Poljot 3017, il   Venus 175,  il Seagull ST19 (e derivati), sono tutti movimenti molto simili, ma mentre i Poljot 3017 o il Venus 175 sono oggi movimenti anziani, difficili da riparare e costosi da acquistare perché rari,  il Seagull ST19 ne condivide le caratteristiche tecniche, con la differenza che è possibile trovarlo nuovo ed a prezzi di molto inferiore.
I pareri sulla sua bontà manifattura, sono discordanti, in quanto non dobbiamo dimenticare che nel giudizio di un movimento non conta solo il progetto, ma anche la qualità della lubrificazione, il serraggio delle viti e la regolazione, ma a prescindere da queste considerazioni che se non supportate da fatti concreti, sono solo frutto di preconcetti, resta che oggi è possibile acquistare, a prezzi inferiore ai 300 euro (si parte da 190 euro), dei cronografi meccanici con un movimento, il Seagull ST19, tecnicamente valido, dall'ottimo rapporto "qualità/prezzo" e preciso ed affidabile, se correttamente regolato.
Oggi, se volete acquistare un economico cronografo meccanico nuovo, dovete indirizzarvi su due movimenti, il Poljot 3133 ed il Seagull ST19 (ed i suoi derivati) e molto probabilmente, quello che troverete monterà uno dei movimenti della famiglia dei Seagull ST19, nonostante, come detto sopra, i pregi tecnici del Seagull ST19.
Vediamo nel seguito,  le diverse referenze  in cui potete trovare il Seagull ST19 ed in cosa si differenziano.
Sotto, alcune immagini ravvicinate del ST19.

 
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