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Orologi Junkers

Agli appassionati di aviazione militare, il marchio Junkers non suonerà nuovo; il marchio nasce infatti nel 1895, coma azienda operante nel settore aeronavale.
Erano Junkers la maggior parte dei bombardieri ed aerei da trasporto della Germania nazista, in particolare il Junkers 52.
Il marchio sarà anche familiare a chi è impegnato nel ramo termoidraulico, in quanto la Junkers è una tra le marche leader nel settore delle caldaie domestiche, oggi suo unico campo di attività, facente parte del gruppo Bosh.
Sotto la proprietà di Bernard Junkers, nipote del fondatore, il medesimo marchio è attivo nel settore orologiaio dal 2003, nella stessa famiglia dei marchi Bauhaus, Zeppelin.
Si tratta di produzioni dall’elevato rapporto valore/prezzo, con nella maggior parte dei modelli forti richiami allo stile tedesco degli anni ’30.
La qualità è “orgogliosamente” tedesca, la produzione utilizza movimenti al quarzo e meccanici.
Ancora nel 2013, oltre al Valjoux 7750, nei cronografi meccanici era utilizzato il Poljot 3133, che è la chiave che mi ha fatto interessare a questo marchio.
Oggi non ci sono più a catalogo cronografi a carica solo manuale: stranamente, il Poljot 3133 non è stato rimpiazzato dal Sea-gull ST19.

Nella pagina successiva, alcuni cataloghi del marchio.

Sotto la proprietà di Bernard Junkers, nipote del fondatore, il medesimo marchio è attivo nel settore orologiaio dal 2003, nella stessa famiglia dei marchi Bauhaus, Zeppelin.
Si tratta di produzioni dall’elevato rapporto valore/prezzo, con nella maggior parte dei modelli forti richiami allo stile tedesco degli anni ’30.
La qualità è “orgogliosamente” tedesca, la produzione utilizza movimenti al quarzo e meccanici.
Ancora nel 2013, oltre al Valjoux 7750, nei cronografi meccanici era utilizzato il Poljot 3133, che è la chiave che mi ha fatto interessare a questo marchio.
I prezzi, nel mercato dell'usato, dei cronografi con Poljot 3133 sono mediamente in linea con la produzione del medesimo periodo del gruppo Aviator, forse leggermente più alti: sicuramente più alti sono i modelli con il movimento dorato e le viti azzurrate.

Oggi non ci sono più a catalogo cronografi a carica solo manuale: stranamente, il Poljot 3133 non è stato rimpiazzato dal Sea-gull ST19; probabilmente una precisa scelta commerciale, in coerenza con la propria vocazione tedesca, ben messa in evidenza dalla scritta Made in Germany.

Nella pagina successiva, alcuni cataloghi del marchio.

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