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Orologi russi di produzione terzista

Orologeria > Orologi russi > Tipologia per origine
Continuiamo la classificazione degli orologi russi in base all'iniziativa per cui furono prodotti ed arriviamo alle "produzioni terziste".
Orologi russi di produzione "terzista"

Abbiamo in precendenza visto gli "orologi da collezione" Poljot: orologi in serie limitata, commissionati da clienti in lotti.
Non sappiamo gli accordi che c'erano dietro questi modelli, chi erano i committenti, quali condizioni erano poste.
Questo tipo di produzioni testimonia che negli anni '90 (e dopo):
  • la Poljot ha una capacità produttiva superiore alla propria capacità di vendita e quindi si pone al servizio di altri
  • la Poljot cerca una condivisione dei rischi, cercando clienti che acquistino quantità minime di orologi; guadagno inferiore, ma sicuro.
È presumibile che la Poljot fornisse una consulenza stilistica sul modello, oltre a provvedere all'assemblaggio, ma il dubbio è cosa fossero disposti a fare, pur di avere questi rapporti commerciali che portavano comunque denaro nelle casse.
Nei cataloghi ufficiali della Poljot, gli unici modelli "militari" sono i sobri Sturmanskie ed i Buran.
Eppure gli anni '90 sono pieni di quadranti che richiamano a temi militari sovietici; quadranti con MIG, carriarmati, elicotteri.
Cronografi con decrescente qualità nelle stampe dei quadranti, negli abbinamenti; a volte le casse sono diverse da quelle di produzione Poljot, a volte derivate cambiando la ghiera, spesso qualitativamente inferiori.
Il dubbio è quali modelli siano stati disegnati/assemblati da Poljot e quali siano stati disegnati/assemblati da terzi, senza alcuna consulenza con Poljot; gli orologi di produzione terzista sono questi ultimi.
Orologi prodotti all'insaputa della Poljot.

È un po' la situazione poco chiara che c'è oggi sul Seagull ST19: la Sea-Gull, che produce il movimento, afferma che sono originali solo gli orologi da lei prodotti. Però chi monta i cronografi ST19 "non originali", da qualcuno deve comprare il movimento.
Da un lato, si dichiara originale solo il proprio prodotto, dall'altro lato si forniscono ad altri, i componenti per produrlo
Sopra, un modello della "zona grigia";
  • il modello "typhoon" (тайфун) ha cassa e sfere standard; il quadrante è derivato da quello usato in precedenza per il boctok 3133 versione navale.
Un criterio per distinguere le produzioni terziste

Da un punto di vista pratico, le "produzione terziste", hanno le seguenti caratteristiche:
  • utilizzano componentistica presente nella produzione ufficiale della Casa: movimenti, sfere, a volte le casse
  • stampe di quadranti spesso di qualità inferiore, quando realizzati partendo da pezzi semilavorati della Casa madre, a cui generalmente veniva aggiunto un logo o un disegno, in genere di simbologia militare.  
    • Quando i quadranti sono di disegno nuovo, non hanno il materiale luminescente, ma sono solo stampati
  • casse di non elevata finitura se diverse dalla produzione standard Poljot: mi riferisco all'accoppiamento tra la cassa e la ghiera. Spesso cambiando la sola ghiera, si creavano casse apparentemente diverse. La casse potevano anche essere identiche alla produzione a catalogo Poljot
  • lancette presenti nella produzione standard
  • non recano marchio o quando presente non utilizza i caratteri originali della Casa.
Si tratta di modelli realizzati senza nessuna consulenza stilistica con la case madre.
Il decadimento della qualità cresce con gli anni: forse la diminuzione di interesse per gli orologi russi, ne diminuisce le vendite, di conseguenza i guadagni e quindi chi creava questi modelli badava sempre più al risparmio.


Sotto abbiamo due esempi di produzione "terzista":
  • un crono poljot modello "sport" (rif. 3133/1981640) ed un cronografo "MIG", con la scritta "Полет" (Poljot) con caratterri diversi da quelli propri della casa.
  • un crono Boctok komandirskie con quandrante "marina" ed il modello "terzista" con logo paracadutista; si nota come quest'ultimo sia di fattura inferiore
Si tratta in entrambi i casi di quadrante semifinito, personalizzato da terzi.
La crisi delle aziende russe, alla base delle produzioni "terziste"

Le produzioni "terziste" furono possibili:
  • da un lato, per la crisi finanziaria che colpì le aziende di orologi russi a metà degli anni '90; tali difficoltà economiche indussero le aziende a vendere (o svendere) "ai terzisti" notevoli stock di componenti, casse, sfere, quadranti, movimenti; tutto quanto era necessario per produrre nuovi modelli.
  • dall'altro lato, la richiesta di orologi russi era elevata e dava possibilità di vendita anche "ai terzisti", i cui modelli costavano spesso meno rispetto alle produzioni ufficiali.
Oggi, possiamo senz'altro dire che queste produzioni, danneggiarono la fama e la reputazione dell'orologeria russa; i quadranti spesso non brillano per qualità ed il generale gusto estetico è approssimativo, con casse di lusso, che ospitano quadranti di ispirazione militare (assemblavano con ciò che avevano) o loghi commerciali realizzati senza il consenso del detentore dei diritti di riproduzione.
Questi orologi erano venduti generalmente per corrispondenza.
Le industrie di orologi russi, pare, non si opposero a queste produzioni, per un insieme di fattori:
  • la vendita dei componenti per queste produzioni "terze", forniva entrate economiche pur se minori rispetto alla vendita del prodotto finito; entrate che, nella metà degli anni '90 erano utili, viste le difficoltà finanziarie.
Forse non compresero il danno d'immagine che queste produzioni potevano arrecare al rispettivo marchio o se le compresero, le urgenze del presente risultavano più importanti delle previsioni del futuro.
Non sarà un caso se le aziende che hanno fornito componenti per la produzione terzista, sono sopratutto la Raketa, successivamente fallita (ed ora risorta) e la Poljot (fallita nel 2005).

Vi è infine da sottolineare che le aziende di orologi russi erano molto carenti nella rete di vendita: ancora nel 2006, ad esempio, la Poljot non aveva la lista di distributori ufficiali.
Questa ha determinato uno squilibrio nei rapporti di forza tra la Poljot ed alcuni distributori a favore di questi ultimi; senza di loro, la Poljot aveva difficoltà ad avere accesso al remunerativo mercato europeo.
È probabile che, pur di vendere, alle aziende russe andasse bene svendere.
Paketa "Gaigher"

Un esempio interessante di produzione terzista è il Paketa "Gaigher" mostrato a lato.
L'orologio fa parte di una serie di orologi venduti in Italia, in confezioni Raketa ed utilizza componenti Raketa.
L'orologio è diventato "celebre" per l'errore grammaticale: "Gaigher", andava scritto "Geiger. Fu scritto come si pronuncia.
L'errore può sembrare ovvio, ma non dobbiamo dimenticare che nel 1990, quando all'incirca l'orologio fu prodotto, non esisteva google translator o simile.
L'orologio e la serie a cui appartiene furono "ufficialmente" disconosciuti dalla stessa Raketa, che rispose all'email di un appassionato italiano nel 2010 circa, al fine di risolvere una diatriba con un altro utente che ne possedeva uno stock.


Tutt'ora, resta il dubbio se davvero questo (e la serie a cui apparteneva di cui sopra sono due esemplari) sia davvero un orologio di produzione terzista; è chiaro che la Raketa ha interessi a prendere le distanze da una produzione da cui non ricava più nulla, per di più con un simile errore grammaticale.
Si ringraziano Daniele per le foto del Gaigher e l'utente Paolo (Cane) per le altre due foto di Paketa della medesima serie.
Ulteriori approfondimenti sul Paketa Gaigher possono essere letti su russian-watches.


Indice di sotto - sezione

Classificazione degli orologi russi: legittimo o franken?

  1. classificazione degli orologi russi: quando è originale e quando no.
  2. produzioni legittime di epoca sovietica: orologi da catalogo, da esportazione, aziendali
  3. orologi disegnati su iniziativa degli importatori ed orologi Poljot di "collezione" (sei qui).
  4. orologi di produzione terzista
Il Flanker, su base Boctok, è un'altro esempio di produzione terzista:
  • non reca indicazione del luogo di produzione
  • non reca marchio
  • a parte la cassa, di produzione Boctok, il quadrante è di pessima fattura
La Boctok però fu poco toccata, a livello di immagine da queste produzione, perché:
nel suo caso furono molto poche
in quegli anni la Boctok non ambiva ad aumentare la percezione di qualità dei propri orologi.

Al contrario, la Poljot cercò di operare nel segmento medio degli orologi da polso, doveva confrontarsi con le produzioni svizzere e per farlo, non poteva permettersi di vedere la propria fama rovinata da orologi non di sua produzione, ma che erano fatti intendere di essere tali.

Comunque sia, le produzioni terziste sono un fenomeno tipicamente anni '90, che fanno parte della storia dell'orologeria russa coinvolta, in particolare la Poljot, per cui il concetto di originale, va contestualizzato nel particolare periodo storico.
Che piaccia o no, sono orologi "russi".

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Al fine di determinare la coevità di un modello, suggerisco di attenersi ai cataloghi ufficiali della casa.
Negli anni '90 furono redatti degli specie di cataloghi che rappresentavano ciò che c'era all'epoca in circolazione, non i modelli a catalogo delle case
In questo sito, potete già trovare alcuni cataloghi ufficiali Poljot e Boctok; cercherò progressivamente, tempo permettendo, di incrementare i cataloghi presenti, tutti comunque già reperibili nel web attraverso diversi forum.
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