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Amphibia 1967 edition

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Amphibia 1967 SE - Амфибия 1967

L'Amphibia 1967 è composto da due edizioni speciali, per commemorare i 40 anni ed i 50 anni dalla nascita, nel 1967, del primo modello di Amphibia , anche indicato con NVCH-30 e di cui ho accennato qui.
Le edizioni speciali in questione sono due:
  • la prima riedizione, del 2007 (circa), ufficialmente nata per celebrare il 40 anniversario (40th) dalla nascita del primo Amphibian proposta dalla stessa Boctok in 1967 pezzi
  • la seconda riedizione, del 2017(+1), ufficialmente nata per celebrare il 50 anniversario (50th), proposta da Meranom.

La cassa delle due riedizioni è identica, leggermente più grande della ref. 119 utilizzata dalla produzione attuale standard.
Un confronto tra le due casse è mostrato nelle tabelle sotto.

Le due versioni citate sono le uniche moderne in cui la cassa ha la lavorazione "soleil"; tutti gli altri modelli in cassa tonneau hanno la cassa lucida.

Cassa ref. 090 produzione standard

Spessore

Anse


Altezza

Larghezza senza corona

Larghezza con corona

[mm]

12,5

18


47

39

43,5


Cassa ref. 090 riedizione 1967

Spessore

Anse

Altezza

Larghezza senza corona

Larghezza con corona

[mm]

16,5

22

50

42

46,5

Amphibia 1967 - 40th

La prima riedizione doveva nascere nel 2007, in occasione dai 40 anni dalla nascita del primo Amphibia, ma lo sviluppo fu travagliato ed andò incontro a problemi che ne minarono la reputazione presso il pubblico di allora, già piuttosto diffidente in quei tempi verso le nuove produzioni.
Le prime tracce di questo orologio trovate in rete, risalgono al 2011.
L'orologio è ben fatto:
  • bellissima la cassa spazzolata
  • lineamenti della cassa "russi", cioè "duri"
  • intrigante il quadrante, molto cangiante a seconda della luce; teoricamente il quadrante dovrebbe essere blu scuro. In realtà è blu scuro solo quando ben colpito dalla luce, altrimenti è cangiante tra il viola scuro ed il nero.
  • monta il cal. 2415, automatico, senza datario
  • vetro minerale

I problemi segnalati su questo modello, ai tempi della sua uscita, erano due:
  • la rottura del cristallo, questo volta in minerale.
Si disse ai tempi, che la Vostok aveva sbagliato la progettazione, in quanto era il primo Vostok con vetro in minerale curvo, sul cui montaggio la Vostok era inesperta.
In realtà, la serie Amfibia, sempre di produzione Wostok dei medesimi anni, montava anch'essa vetri in minerali, alcuni curvi e su cui non furono segnalati problemi.
D'altronde il montaggio di un vetro minerale ha fatto storcere il naso ai puristi; è stato un elemento di rottura con la produzione Amphibia vintage e standard, la cui tenuta alle alte pressioni è garantita dalla deformazione del vetro a seguito della pressione idrostatica, che più aumenta più spinge il vetro contro la cassa, garantendo la tenuta.
Questo adattamento non si verifica in un vetro minerale.
L'altro problema era:
  • lancetta dei secondi troppo pesante: non ho trovato conferme, ma una voce era che la lancetta dei secondi "con il pallino", in questa versione più grande di quella in genere in uso, era troppo pesante e creava problemi. Motivo per cui, vi sono esemplari con la lancetta "liscia", in quanto quella con "il pallino" fu abbandonata per i problemi riscontrati.

Il risultato è che all'epoca l'accoglienza per questo modello fu fredda, come fu d'altronde per la nuova serie Amfibia; entrambe colpite dal fardello dell'ex sovietico, di cui ho scritto qui e che possiamo riassumere in queste righe:
  • un orologio russo di produzione moderna, doveva costare poco
  • se un orologio russo di produzione moderna era simile ad un modello sovietico, tanto valeva comprare il modello sovietico
  • se un orologio russo di produzione moderna era diverso da un modello sovietico, allora non era un vero orologio russo e tanto valeva guardare verso altri lidi
Un circolo vizioso, che per fortuna della Vostok era già finita quando uscì la seconda riedizione, di cui scrivo dopo.
La prima edizione era costituita da due modelli che si differenziavano per il cinturino (in uno in silicone) e per il quadrante, oltre che per la sfera dei secondi; ogni esemplare è numerato, per una tiratura massima di 1967 pezzi.
Li vediamo in foto sotto.
Oggi, questa riedizione è ricercata, trascinata dal successo delle ultime versioni.

Amphibia 1967 - 50th

La seconda riedizione voleva celebrare  il 50 anniversario (50th) dalla nascita dell'Amphibia e fu realizzata da Meranom
Anche in questo caso ci sono stati dei ritardi; il risultato è che i modelli celebrativi possono essere così divisi:
  • nel 2017 uscì il modello con cassa in bronzo ed indice numerici;
  • nel 2018 uscì il modello con cassa in acciaio e quadranti in colore verde (ref. 2415/190B03) o blu (ref. 2415/190B04);
  • nel 2019 bronzo con indici a bastoni (ref. 2415/196500)
Per tutti, il prezzo al momento della vendita era di circa 400 dollari, contro i 80/90 della versione standard dell'epoca.

Le dimensioni della cassa, sono identiche alla precedente versioni limitata per i 40 anni ed a cui si rimanda.
Il movimento è il cal. 2415, il vetro è zaffiro.
I quadranti sono del tipo sandwich, bellissimi.

In conclusione si tratta sicuramente di un bel modello, purtroppo in ogni sua versione di difficile reperibilità, il che ha alimentato tipici meccanismi collezionistici speculativi.
Il paradosso è che, con il contagocce, a volte Meranom mette ancora in vendita degli esemplari (nella versione bronzo) che finiscono subito; nell'usato pari al nuovo, gli stessi esemplari sono proposto ad un prezzo più alto.
Questo meccanismo è iniziato fin da subito e riguarda tutte le versioni.
Un meccanismo così palesemente speculativo, è davvero una rottura con il passato.

In conclusione si tratta sicuramente di un bel modello, purtroppo in ogni sua versione di difficile reperibilità, il che ha alimentato tipici meccanismi collezionistici speculativi.
Il paradosso è che, con il contagocce, a volte Meranom mette ancora in vendita degli esemplari che finiscono subito; nell'usato pari al nuovo, gli stessi esemplari sono proposto ad un prezzo più alto e spesso acquistati.
Questo meccanismo è iniziato fin da subito e riguarda tutte le versioni.
Questo meccanismo così palesemente speculativo rappresenta una rottura con il passato, ma ponendoci dalla parte del costruttore, va visto come un merito, in quanto ha dimostrato la capacità di "creare valore".
Per quanto siano cari gli orologi russi attuali, costano sempre meno dell'equivalente svizzero.

Altre versioni di Amphibia 1967

Anche nel caso dell'Amphibia 1967, l'industria orologiera russa ha dimostrato un'insufficiente capacità di preservare e tutelare il proprio disegno, non riuscendo ad impedire la commercializzazione di modelli venduti come "Amphibia 1967".
Il problema è sempre il solito: basta poco a produrre un quadrante, il resto dei componenti, anche se non identici all'originale, si trovano.
Anziché la cassa delle prime due ri-edizioni dell'Amphibia 1967, si può infatti usare la cassa "tonneau" dei modelli standard, che è simile nella forma, ma con diversa lavorazione: tanto, sicuri che tutti i clienti se ne accorgano?
Più probabilmente, si faranno ingannare dalla scritta 1967 presente sul quadrante.
Per motivi legali preferisco non indicarvi il (uno dei) link del negozio ufficiale che li vende e d'altronde, forse è tutto "legale", anche se non comprendo come possa esserlo, a meno di accordi tra il venditore e la casa madre.

Decisamente più pulito ha agito Dmitry Buyalov, il designer (e cofondatore di Meranom) dietro a molti modelli SE della Vostok, con la propria ri-edizione dell'Amphia 1967 chiamata A67: l'orologio infatti non reca il marchio Vostok e sancisce una rottura tra Dmitry Buyalov e la Vostok, che nel 2021 decise di non supportare più i microbrand, incluse le produzioni di Dmitry Buyalov.

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